lunedì 27 aprile 2009

La sinusoide laziale

La Lazio è caduta di nuovo. In tempi migliori gli alti e bassi della squadra darebbero meno fastidio. In questa circostanza ha giocato, oltre alla solidità dell'avversario, anche qualche scoria psicofisica della battaglia vinta a Torino. Tra una finale conquistata e uno scivolone interno in campionato il paragone non si pone, non foss'altro che per il fatto che si tratta della sesta sconfitta interna stagionale. Insomma, non si fa mai l'abitudine alle bastonate, ma è ovvio che dalla Lazio di quest'anno ci si possono attendere cadute e impennate in ogni momento. Stavolta era il momento della caduta. Di motivi per spiegarla ce ne sono tanti, ma sul tavolo campeggia la questione-Zarate che tutto zittisce. Se sia un giallo o no non si sa, l'unica certezza è che per tenere Maurito ci vorranno tanti soldi. Sarà il primo acquisto estremamente impegnativo della gestione Lotito, che pure ha già speso parecchi soldi per costruire una squadra buona e di grande prospettiva com'è la Lazio attuale. Delneri ha battuto Rossi. Da molte parti si ipotizza che proprio l'allenatore atalantino stia per rilevare Delio sulla panchina della Lazio. Anche Rossi arrivò da Bergamo, quattro stagioni fa. E' un allenatore che ha lasciato il segno nella storia della Lazio e che può ancora vincere qualcosa d'importante. Merita rispetto nel momento del distacco, se distacco sarà. Per Delneri sarebbe la più grande occasione in carriera, probabilmente. Ma chissà se sarà davvero lui alla guida dei biancocelesti l'anno prossimo. La prossima è a Milano con l'Inter, ma nella mente dei laziali, ora, c'è solo Zarate.

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sul prato verde vola

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