venerdì 27 marzo 2009

Una faccia, una maglia: Lazio 1990/91


Karl-Heinz Riedle, detto Kalle, è stato il primo grande acquisto della Lazio dopo i terribili anni ottanta. Un investimento importante (dieci miliardi di lire) per un centravanti dalle caratteristiche particolari: formidabile nello stacco aereo, Riedle aveva discrete capacità realizzative e mise a segno trenta gol in tre stagioni in biancoceleste, cedendo il passo all'onda dei rinforzi di primo livello che Cragnotti andava acquistando per costruire la Lazio della stagione dei trionfi. L'arrivo di Riedle, che ha giocato in coppia con Sosa e con Signori, segnò il passaggio dalla Lazio debole che Calleri cercava di stabilizzare in serie A al club in crescita che si rendeva appetibile per gli investitori, in una fase di grande ascesa del calcio italiano come fenomeno economico. Il progetto di sviluppo biancoceleste aveva preso le mosse dal risanamento operato da Calleri e dall'ingaggio di Dino Zoff, un monumento del calcio italiano, come allenatore. Nel precampionato le promesse erano state tante: la Lazio aveva vinto il classico torneo Ciudad de la Linea battendo ai rigori il Real Madrid e poi aveva rifilato quattro gol al Milan, sempre in amichevole. Un gol importantissimo Riedle lo segnò in Lazio-Juve il 3 marzo 1991: la squadra era lanciata verso l'Europa, ma crollò inspiegabilmente dopo quella grande vittoria e tornò a vincere dopo due mesi, piazzandosi a centroclassifica in campionato. Per la prima volta dopo tanti anni un decimo posto in serie A veniva accolto con (parecchio) scontento.
La maglia è già moderna, all'epoca era una vera sciccheria.

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