martedì 24 marzo 2009

Caro Lotito, la differenza la fanno i campioni

Vincenzo Cerracchio per Il Messaggero

La sconfitta di Catania è stata peggiore di quella col Chievo. Al di là del punteggio e del rigore sbagliato. La Lazio delle ultime due stagioni è, infatti, squadra imprevedibile, tendente al brutto, quindi inaffidabile. E allora è facile che incassi due gol nel giro di un minuto e perda una partita che sulla carta, dopo quattro vittorie di fila, sembrava una formalità, con l’Europa ancora nel mirino.

Ma a Catania ci si aspettava una reazione immediata, intelligente: pressing, copertura assidua e contropiede nei preferiti spazi larghi. E’ arrivata invece una prestazione senz’anima, rinunciataria per un tempo, distratta, poi velleitaria. E sconsiderata nel balletto del rigore: impensabile che una squadra professionistica non abbia una gerarchia di tiratori, che non ci si alleni quotidianamente e con professionalità ad affrontare uno dei momenti topici del gioco del pallone.

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E' vero che la differenza la fanno i campioni, ma non solo. Il Cagliari non ha campioni ma ha fatto più e meglio della Lazio che è enormemente più attrezzata. Lotito ha sbagliato a sottovalutare il flop della scorsa stagione e ha rifloppato di nuovo. Un bel problema, se la Lazio resta fuori anche quest'anno dall'Europa. Si è deciso di seguire le indicazioni di Rossi e di rinunciare a qualche giocatore. Ok. Quest'anno la lista degli epurati però dovrà partire per forza dal mister, visto che i risultati sono sul livello disastroso dell'anno scorso. Si può discutere all'infinito sul reale potenziale della Lazio, non si può non prendere atto del secondo fallimento consecutivo e del fatto che, per tenere il punto della scelta tecnica sbagliata fin dall'anno scorso si stia girando al negativo una gestione sotto certi aspetti virtuosa e efficace della Società. Lotito esca dall'equivoco: fa bene a tuonare contro lo scarso rendimento, avrebbe fatto meglio a farlo due mesi fa, invece di far finta che la crisi non ci fosse. Confermando questa gestione si espone al rischio di arrivare a un niente finale seguendo una scia di sconfitte e di prestazioni barbine alle quali tutti si sono già abituati, anche la squadra. Bisogna girare pagina subito. Individuando una nuova guida tecnica che subentri a luglio, adottando una soluzione che ci porti a fine stagione motivati perlomeno dalla conta per la conferma e facendo ripartire un progetto che, se ha raccolto ottimi risultati in anticipo sui programmi, oggi si trova in pesante ritardo sugli obiettivi sbandierati da Lotito. Questa squadra sta uscendo dal gruppo di quelle che contano. Per il secondo anno di seguito. Il che significa pesantissime ripercussioni. Bisogna assolutamente vincere la coppa Italia.

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