giovedì 21 gennaio 2010

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venerdì 15 maggio 2009

Undici volte Lazio. Non solo

Sono undici i trofei di primo livello che abbiamo conquistato.
Il dettaglio, che giova sempre:

1958 Coppa Italia
1974 Scudetto
1998 Coppa Italia
1999 Supercoppa italiana e Coppa delle Coppe
2000 Supercoppa europea, Scudetto, Coppa Italia
2001 Supercoppa italiana
2004 Coppa Italia
2009 Coppa Italia

Analizziamo i risultati degli ultimi due decenni:
1992/93 in UEFA
1993/94 4^, in UEFA
1994/95 2^, in UEFA
1995/96 3^, in UEFA
1996/97 4^, in UEFA
1997/98 Coppa Italia, finale Coppa UEFA
1998/99 2^, Coppa delle Coppe, Supercoppa italiana, in Champions League
1999/2000 1^, Supercoppa europea, Coppa Italia, in Champions League
2000/2001 3^, Supercoppa italiana, in Champions League
2001/2002 in UEFA
2002/2003 4^, in Champions League. Semifinale UEFA
2003/2004 Coppa Italia, in UEFA
2004/2005 - (persa supercoppa italiana)
2005/2006 in UEFA, poi declassata (per addebiti sulla stagione precedente)
2006/2007 3^ con handicap - in Champions League
2007/2008 -
2008/2009 Coppa Italia - in UEFA

Risulta che nelle ultime sedici stagioni abbiamo mancato la qualificazione europea solo due volte: nel primo anno di Lotito, per difficoltà oggettive, e l'anno scorso, per aver troppo sbagliato.
Abbiamo giocato 9 (nove) finali vincendone 7 (sette).
Abbiamo vinto uno scudetto, corredato con due secondi e tre terzi posti. Cioè siamo arrivati sul "podio per sei volte su sedici.
Nove volte su sedici ci siamo inseriti nelle posizioni che oggi danno accesso alla Champions League, manifestazione a cui abbiamo preso parte cinque volte, raggiungendo i quarti di finale nel 2000.
Abbiamo comunque conquistato due trofei europei assoluti, perdendo la Coppa UEFA in finale.

Concludendo:

a) abbiamo cambiato la storia della Lazio. Il ciclo cragnottiano è terminato cinque anni fa, nel frattempo abbiamo alzato un altro trofeo, preso parte a una Champions e conquistato un terzo posto in campionato, ricostruendo una squadra di grandi prospettive. Ciò vuol dire che la Lazio è una grande "stabile" del campionato italiano, indipendentemente dalla proprietà, e che questa grandezza è durevole. I tifosi della Fiorentina, del Napoli, del Torino pagherebbero col sangue per avere una striscia di risultati come quelli che ha fatto la Lazio negli ultimi due decenni.

b) la Coppa Italia è un grande trofeo. Lo dimostra l'albo d'oro recente:
1998 Lazio
1999 Parma
2000 Lazio
2001 Fiorentina
2002 Parma
2003 Milan
2004 Lazio
2005 Inter
2006 Inter
2007 Roma
2008 Roma
2009 Lazio

viene vinta solo da grandi squadre (nello scorcio rappresentato la Lazio è quella che ne ha vinte di più, altro motivo di grandezza) e se andiamo a vedere le avversarie battute in finale abbiamo solo conferme. La Coppa di quest'anno ha prodotto un sold-out in tre giorni e ha dato vita a uno spettacolo appassionante, concluso ai rigori ad oltranza dopo un match pari con due gol segnati da Zarate e Pazzini, entrambi di assoluta bellezza.

lunedì 27 aprile 2009

La sinusoide laziale

La Lazio è caduta di nuovo. In tempi migliori gli alti e bassi della squadra darebbero meno fastidio. In questa circostanza ha giocato, oltre alla solidità dell'avversario, anche qualche scoria psicofisica della battaglia vinta a Torino. Tra una finale conquistata e uno scivolone interno in campionato il paragone non si pone, non foss'altro che per il fatto che si tratta della sesta sconfitta interna stagionale. Insomma, non si fa mai l'abitudine alle bastonate, ma è ovvio che dalla Lazio di quest'anno ci si possono attendere cadute e impennate in ogni momento. Stavolta era il momento della caduta. Di motivi per spiegarla ce ne sono tanti, ma sul tavolo campeggia la questione-Zarate che tutto zittisce. Se sia un giallo o no non si sa, l'unica certezza è che per tenere Maurito ci vorranno tanti soldi. Sarà il primo acquisto estremamente impegnativo della gestione Lotito, che pure ha già speso parecchi soldi per costruire una squadra buona e di grande prospettiva com'è la Lazio attuale. Delneri ha battuto Rossi. Da molte parti si ipotizza che proprio l'allenatore atalantino stia per rilevare Delio sulla panchina della Lazio. Anche Rossi arrivò da Bergamo, quattro stagioni fa. E' un allenatore che ha lasciato il segno nella storia della Lazio e che può ancora vincere qualcosa d'importante. Merita rispetto nel momento del distacco, se distacco sarà. Per Delneri sarebbe la più grande occasione in carriera, probabilmente. Ma chissà se sarà davvero lui alla guida dei biancocelesti l'anno prossimo. La prossima è a Milano con l'Inter, ma nella mente dei laziali, ora, c'è solo Zarate.

giovedì 23 aprile 2009

Ci tocca la Sampdoria

I blucerchiati resistono con un po' di fortuna alla rabbiosa offensiva dell'Inter e si qualificano alla finale del 13 maggio. Dopo la lunga serie di confronti tra Roma e Inter, la Coppa Italia si regala una finale inedita, anche se nobile, perché Lazio-Samp è una classica. Per la Lazio il vantaggio di giocare a Roma, sia pure in un contesto "neutro". Anche per i due mister si tratta della prima finale: un incrocio curioso, perché diverse volte Mazzarri è stato accreditato come possibile successore di Rossi sulla panchina della Lazio. Ci sono molti motivi che s'incrociano, a partire dal confronto tra i due "geni", Zarate e Cassano. Ma è ancora presto per parlarne: in casa Lazio tiene banco, ora, il viaggio di Lotito in Qatar per il riscatto di Zarate. E domenica arriva l'Atalanta.

Rossi stordito dalla tensione: "Che ha fatto l'Inter?"

Adriano Stabile per DNews


Lazio al settimo cielo per il perentorio successo sulla Juventus che vale la finale di Coppa Italia. Il tecnico biancoceleste Delio Rossi è talmente “ann eb bi ato ” d al la gioia da chiedere, al telecronista Rai, il risultato di Inter-Sampdoria, l’altra semifinale che però si giocherà soltanto stasera. «È una bella soddisfazione per i ragazzi e per i tifosi - dice Rossi - vista la prestazione ci tenevo a vincere contro la Juve. Questa squadra ha il futuro dalla sua parte. Chi voglio in finale? Non saprei, voglio solo vedere la mia Lazio». Soddisfatto il presidente Claudio Lotito: «Abbiamo dimostrato grande qualità di gioco e concentrazione - spiega il patron – il successo è meritato. Abbiamo dominato. Spero che la Lazio giochi con la stessa determinazione e concentrazione anche in finale». Inevitabile chiedere al massimo dirigente cosa ne sarà di Rossi: «Il tecnico è un punto centrale del nostro progetto. La società prenderà una decisione entro il 30 maggio. Io non ho mai messo in dubbio la permanenza di Rossi alla Lazio. Questa è una squadra che può giocarsela con chiunque. Sono contento». Fernando Muslera, autore di una parata prodigiosa su Trezeguet, si gusta il successo: «Io faccio il mio dovere, ovvero parare. Quando sono arrivato alla Lazio ho avuto difficoltà, poi mi sono ambientato e si stanno vedendo i frutti». La soddisfazione del portiere uruguaiano è grande: «Per fortuna abbiamo giocato bene. Ci voleva la finale a Roma». L’appuntamento è a l l’Olimpico.

Zarate e Kolarov portano la Lazio in finale


La Lazio conquista la finale di Coppa Italia superando la Juventus con lo stesso punteggio dell'andata. Un 2-1 firmato da Zarate, con un bellissimo tiro a giro da 25 metri e da Kolarov, aiutato da una deviazione di Grygera che mette fuori causa Buffon. Di Del Piero il gol della bandiera. I biancocelesti sono apparsi in ottime condizioni fin dall'avvio di partita, mettendo in difficoltà la Juventus nei primi 20' e subendone successivamente il ritorno. Il colpo magistrale di Zarate è arrivato proprio nella fase in cui gli juventini sembravano gestire la partita. L'argentino è stato costantemente pericoloso, la squadra ha retto bene il confronto con i bianconeri e attende di conoscere chi sarà l'avversaria da affrontare nella finale del 13 maggio, che si disputerà all'Olimpico di Roma. Grande prova di Kolarov e di Muslera, ma tutta la squadra è apparsa tonica, su di giri e pronta a giocarsi le proprie chance per la conquista del prestigioso trofeo.

mercoledì 22 aprile 2009

Rossi: "Servirà la vera Lazio"

Cristiano Cesarini per DNews

Juve-Lazio è una sfida delicata, ma non è l’ultima della stagione, il bilancio verrà fatto alla fine. È una gara importante per la Lazio, non per il mio futuro. Un allenatore va valutato sul lungo periodo, non per una partita. Alla Lazio mi conoscono da 4 anni, non deve essere il risultato a fare la strategia, ma il contrario. Ferguson i primi anni al Manchester non ha vinto». Delio Rossi si avvicina alla sfida di stasera contro i bianconeri mantenendo fede alla propria filosofia calcistica. Il tecnico sa che ci vuole tempo per costruire un progetto importante, ma è anche consapevole che Roma non è un ambiente semplice: «La Lazio ha un futuro, la strategia ha bisogno di tempo per produrre i risultati. Io sono un allenatore di calcio – dice Rossi – non un gestore come alcuni ct delle nazionali. A Roma sto bene, è una bellissima città, solare. Certo, l’ambiente non è facile, molti cercano di fare confusione perché vogliono il male della Lazio. Le critiche del 90% degli pseudo-opinionisti non sono disinteressate, al contrario, le critiche dei tifosi sono spassionate e le accetto. A Torino saranno in tanti, loro sanno darci sempre una carica in più. Bergamo? Sono stato bene all’At a l a n t a , ma non è detto che rappresenti il mio futuro immediato». Il futuro di Rossi, al di là di tutte le elucubrazioni strategiche, è legato ai risultati e, di conseguenza, alla partita di questa sera, decisiva anche per le ambizioni europee del club: «La società ed i calciatori si giocano la credibilità del progetto nella semifinale di coppa – ha detto ieri il presidente laziale Claudio Lotito presente in Campidoglio per l’arrivo a Roma della Champions – e la possibilità di ricoprire un ruolo importante a livello internazionale. Dopo le ultime gare, comunque, la squadra ha ritrovato serenità. Allo stato attuale, nessuno ha mai messo in discussione la riconferma di Rossi».
Allo stato attuale, dunque, l’allenatore non è in dubbio. Ma molto, se non tutto, dipenderà da stasera: «Non dovremo pensare all’andata (2-1 per la Lazio, ndr) – ha aggiunto Rossi – la Juve sarà arrabbiata e la Coppa Italia per loro è diventata una priorità. I bianconeri sono abituati a vincere, la Lazio dovrà giocare da Lazio. La Juve è una squadra di campioni. E i campioni, come Buffon, si vedono nelle sfide decisive». Nella Lazio è in dubbio Foggia, reduce da un problema muscolare, in ballottaggio con Mauri per il ruolo di esterno sinistro a centrocampo. Brocchi dovrebbe agire sulla destra, al centro Ledesma e Matuzalem. In difesa il ballottaggio coinvolge Lichtsteiner e De Silvestri: «A Roma rischi di perdere la trebisonda – ha detto Rossi –De Silvestri ha vissuto un periodo di alti e bassi, ma il suo futuro è roseo». Al centro Siviglia e Rozehnal, Kolarov a sinistra. In attacco Zarate e Rocchi: «Rocchi è importante, come De Silvestri. Certo, qui alla Lazio se uno non gioca è lesa maestà, al Milan sta in panchina Ronaldinho». Indisponibili Pandev, Diakité, Manfredini ed Inzaghi, diffidati Kolarov, Rocchi, Foggia, Diakitè, Matuzalem e Rozehnal.

mercoledì 15 aprile 2009

Quel che resta della stagione

In archivio il derby, restano due obiettivi da raggiungere: la Coppa Italia e la conquista di un piazzamento UEFA, in campionato o attraverso la Coppa stessa.
E' difficile farsi un'idea delle chance che può avere la Lazio per centrare i due obiettivi. Questo perché nessuno conosce, a oggi, il vero volto della squadra. A fare la differenza saranno le motivazioni: in condizioni normali, i biancocelesti dovrebbero averne, di fame. Ma il campo ha spesso dimostrato il contrario. La scossa data dal trionfo nel derby può ancora cambiare volto alla stagione. Aspettiamo e vedremo.

domenica 12 aprile 2009

Nell'uovo, una superLazio

Quattro gol alla Roma, una roba da stropicciarsi gli occhi. Perle di Zarate e Kolarov, unite alle realizzazioni di Pandev e Lichtsteiner sigillano sul 4-2 una partita strana. Cioè un derby

mercoledì 8 aprile 2009

Verso il derby

In sintesi:
- non facciamo un gol da settimane
- ne prendiamo tanti da avversari che in genere segnano col contagocce
- non corriamo, non difendiamo, non attacchiamo
- non ci stiamo con la testa

L'unica speranza è che possiamo solo migliorare...

sabato 4 aprile 2009

Parla Delio Rossi, e critica Carrizo

Dal corriere dello sport on line


ROMA, 4 aprile - Alla vigilia della gara di campionato contro il Siena, in casa Lazio a tenere banco è soprattutto il caso-Carrizo. Il portiere argentino, durante gli impegni con la nazionale allenata da Maradona (per altro conclusi con l'umiliante ko per 6-1 rimediato in Bolivia), è stato infatti protagonista di alcune dichiarazioni che non sono piaciute né al presidente Claudio Lotito né all'allenatore Delio Rossi. «Fa parte del mondo Lazio farsi del male - ha ammesso il tecnico biancoceleste nel corso della conferenza stampa di Formello -. Credo che determinate questioni dovrebbero risolversi internamente e il presidente ha fatto bene a far sentire la sua voce. I panni sporchi si lavano in famiglia».

LA STOCCATA - Carrizo aveva accusato Rossi e la società di averlo relegato in panchina a causa del suo “particolare” stile tra i pali. «Quando le cose vanno male bisogna fare delle scelte - ha replicato il tecnico laziale -. Il ruolo del portiere è delicato. Ho cercato di dare tranquillità a Carrizo, anche in momenti in cui era complicato, perché credo nelle sue qualità. Ha pagato l'adattamento, come molti suoi illustri colleghi, che inizialmente hanno trovato difficoltà ed ora giocano in grandi club. Come tutti i giocatori Carrizo ha fretta, vuole tutto e subito e ragiona in termini individuali. In questo momento Muslera sta facendo bene ed è giusto continuare con lui. È un fatto tecnico, non è un fatto disciplinare, come ha paventato lui. Non c'entra niente la “gambeta”. Non credo che sia presuntuoso. È condivisibile che voglia dimostrare in campo il suo valore. Intimamente lui lo sa che deve migliorare, altrimenti sarebbe sciocco. Maradona lo fa giocare? Ma le sue scelte non sono universali, non è mica il depositario della Bibbia».

OBIETTIVI - In merito alle questioni di campo, Rossi ha spiegato che «gli obiettivi sono ancora tutti alla portata: sto parlando della possibilità di risalire la china in classifica, di un derby importante, di una trasferta, quella di Siena, delicatissima ma in cui spero di continuare la tradizione positiva che mi vede imbattuto con Giampaolo, e infine della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus».

FORMAZIONE - Intanto in terra senese si potrebbe profilare un ritorno al passato per quanto riguarda lo schieramento in campo. Rossi ha infatti provato il rombo a centrocampo nell'ultima rifinitura: «Pandev? Sto valutando di farlo riposare, perché è anche diffidato, mentre Meghni si è allenato bene e potrebbe essere della partita anche perché è venuto meno Brocchi (non convocato per infortunio, Radu invece non ci sarà per scelta tecnica, ndr). Devo valutare anche le condizioni di chi è stato in nazionale. Comunque, se dovessero giocare insieme Mauri e Meghni, non giocherebbero larghi, ma Mourad sarebbe nel centrocampo a tre e Mauri farebbe il trequartista».

Lazio news

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